Emotio.it è un atlante
di emozioni, sentimenti e stati emotivi

Emozio.it nasce da una constatazione piuttosto semplice: noi esseri umani proviamo cose complicatissime, ma poi spesso le riassumiamo con frasi tipo “sto male”, “sono giù”, “mi sento strano” o il sempreverde “boh”.

Comodo, certo. Preciso, un po’ meno.

Il problema è che un vocabolario emotivo ridotto all’osso non rende solo più difficile raccontarsi. Rende anche più facile fraintendersi, chiudersi, reagire male, sentirsi sbagliati o pensare di essere gli unici al mondo a provare una certa cosa.

Spoiler: quasi mai lo siamo.

Dentro quel “boh” possono esserci tristezza, nostalgia, malinconia, attesa, sollievo, tenerezza, vergogna, rabbia trattenuta, disillusione, weltschmerz e un numero sorprendente di altre sfumature emotive che meritano qualcosa di meglio di una scrollata di spalle.

Emotio.it prova a fare proprio questo: dare più parole a ciò che senti.

Non per trasformare ogni emozione in una diagnosi, né per spiegarti dall’alto come dovresti stare. Sarebbe antipatico, oltre che sospettosamente presuntuoso. L’idea è molto più semplice: offrirti parole, immagini e riferimenti per riconoscere meglio quello che accade dentro di te e, magari, anche negli altri.

Le emozioni, poi, raramente bussano con educazione. Entrano, cambiano il tono della voce, irrigidiscono le spalle, accendono lo sguardo, fanno sparire le parole o ne fanno uscire troppe. A volte si mostrano chiaramente. A volte si travestono. A volte fanno casino e poi fingono di non essere mai esistite.

Per questo ogni scheda parte da una parola e la esplora in modo chiaro, caldo e accessibile: cosa significa, da dove arriva, con quali altre parole può essere confusa, come si può riconoscere e in che modo è stata raccontata nella cultura, nell’arte, nella letteratura, nel cinema, nella musica o nelle immagini.

Il progetto vuole rendere disponibile gratuitamente un vocabolario emotivo fatto di parole e immagini: uno spazio aperto, leggibile da persone di età diverse e, in futuro, spero anche in più lingue.

Non è un dizionario freddo, non è un manuale per specialisti e non vuole prendersi troppo sul serio. Però prende molto sul serio le emozioni, perché contano più di quanto spesso siamo disposti ad ammettere.

Comunicare meglio non risolve tutto.

Ma spesso evita di peggiorare inutilmente le cose.

E, considerando il talento umano nel complicarsi la vita anche senza assistenza tecnica, mi sembra già un buon inizio.

Mi chiamo Davor Orel
sono il creatore di Emotio.it

Arrivo da un percorso piuttosto movimentato: un’odissea fatta di curiosità, errori, inciampi, ripartenze, meraviglia e qualche scelta che, vista da fuori, potrebbe sembrare poco lineare. Vista da dentro, in effetti, pure.

Mi sono occupato di grafica, comunicazione visiva, informatica, formazione, didattica e progettazione di contenuti. Mi piace costruire immagini, spiegazioni, lezioni, presentazioni e strumenti che aiutino le persone a capire meglio qualcosa: un concetto, un’emozione, un’immagine, un passaggio tecnico o una parte di sé.

Nel tempo ho capito che mi piace soprattutto questo: prendere qualcosa di complesso, smontarlo (a volte rompendolo), renderlo più chiaro e restituirlo in una forma accessibile, utile e possibilmente anche bella.

Questo sito è nato in un momento particolare: ero disoccupato. Non proprio la condizione più comoda del mondo, ma abbastanza fertile per farsi domande, rimettere insieme pezzi, osservare cosa manca e provare a costruire qualcosa che abbia senso.

Emotio.it nasce da lì.

Da un periodo difficile, da molte domande e dalla testarda idea che anche nei momenti storti si possa costruire qualcosa di buono.